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Calvi Risorta

scritto da Maria Rosaria Mingione / 1 ottobre 2014

Indicazioni Geografiche

Calvi Risorta è posizionata a un'altitudine di 113 m s.l.m. e si sestende su una superficie di 15,88 km² con una popolazione di 5.736 abitanti (01/01/2014 - Istat).
La cittadina di Calvi Risorta è suddivisa in tre frazioni: Visciano, Zuni e Petrulo. Inoltre vi è la cosiddetta “Calvi Vecchia”, corrispondente all’area archeologica dell’antica città di Cales.
I comuni confinanti sono: Francolise, Giano Vetusto, Pignataro Maggiore, Rocchetta e Croce, Sparanise, Teano.

Storia

La tradizione attribuisce le origini di Cales al mitico Calai, argonauta, figlio di Borea e di Oritia. L’impianto più antico della città è considerato quello degli Ausoni. Dal IX sec. a.C. vi è anche la presenza etrusca. Tra la fine dell’VIII ed inizi del VII secolo a.C. è occupata la parte centrale del pianoro tufaceo attraversato dalla via Latina, che poi diverrà sede della romana Cales. Nel 335 a.C. la città è conquistata dalle truppe romane guidate dal console Marco Valerio Corvo, dopo un lungo assedio alle mura e vari stratagemmi per vincere la resistenza dei caleni. L’anno seguente vi è dedotta una colonia di diritto latino di 2500 uomini; l’abitato preromano è inglobato e ampliato, occupando l’intero pianoro tufaceo lungo circa 1600 m e largo 400 m. Cales fu sede di una delle quattro questure istituite nel 276 a.C. dal Senato romano con giurisdizione sulla Campania e la Magna Grecia. Durante la seconda guerra punica fu una delle dodici colonie che nel 209 rifiutarono obbedienza a Roma. Punita, fu poi reintegrata con nuovi coloni nel 185/184 a.C. Dopo la guerra sociale fu Municipium inscritto nella tribù Poblilia. Cales, urbs egregia secondo Strabone e civica magna secondo Cicerone e Polibio già nel III sec. a.C. aveva una moneta propria. Era nota nel mondo romano per le sue botteghe artigiane e per la produzione di ceramiche a vernice nera, esportata anche in Spagna; secondo Catone, a Cales era attiva anche un’industria di strumenti agricoli. Orazio, Strabone, Plinio, Giovenale e Frontino la decantarono per l’eccellente qualità del suo vino e delle sue acque.  Tra il IV e il V sec. a seguito di calamità naturali e invasioni barbariche la città si restrinse sull’arce, la parte più alta del pianoro. Nel secolo V fu sede vescovile. Nell’879 distrutta dai Saraceni.  Ricostruita da Atenolfo I, Gastaldo di Calvi e Conte di Capua, fece poi parte del principato normanno di Capua e nel secolo XII fu conquistata dal re normanno Ruggero II. Fu feudo dei vescovi di Calvi, degli Stendardo nel secolo XIV, dei Carafa e possesso dei duchi di Sessa. Nel 1460 Ferdinando I d’Aragona la cedette definitivamente a Capua, di cui seguì le sorti. Nel 1818 la diocesi fu integrata con quella di Teano.

 

Le origini delle tre frazioni di Calvi Risorta: Visciano, Zuni e Petrulo

Secondo molti Visciano e Zuni nascono dopo la distruzione di Calvi ad opera dei Saraceni.
Notizie storiche del popolamento di Visciano le abbiamo per il X / XI sec. d.C. e poi ancora per l’anno 1600.
Incerte sono invece le origini di Petrulo. La tradizione vuole che i primi abitanti del “pagus Petruri” siano stati discendenti degli antichi romani che avevano combattuto contro Annibale e che poi si erano stanziati a Cales. Da qui alcuni di essi si spostarono verso Nord insediandosi sull’altura del “pagus Petruri” dando origine all’agglomerato della Giudea e dei Martini. Questa, però, è una “leggenda” che non ha alcun riscontro storico.
Diverse ipotesi sono state avanzate anche su l’etimologia di queste tre frazioni.
Visciano deriverebbe secondo alcuni da Bisca, secondo altri da Biscanto nell’accezione di luogo riposto e nascosto, secondo altri ancora da Bisciano con riferimento ad un serpente velenoso ritrovato “in loco” al momento della fondazione della Città.
Zuni invece sarebbe stato cosi chiamata perché i primi a stabilirsi in questo luogo appartenevano alla famiglia Zona.
Varie sono anche le ipotesi etimologiche circa il nome Petrulo: Mons. Zurlo, in un manoscritto del 1700, sostiene che derivi da “petra ruta” (pietra rotolata), da un fossile di una pietra di cui rimangono ancora delle tracce; mentre lo storico C. Pellegrino che derivi da “ Castrum Petruri” (la casa di campagna del Pretore).