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Il Finocchio di Sarno

La varietà autoctona di un ortaggio presente in tavola quasi tutto l’anno

scritto da Maria Grazia Martorelli / 15 dicembre 2014

finocchio di Sarno

Il finocchio (dal lat. Foeniculum vulgare), è un ortaggio che, dal punto di vista nutrizionale, poco desta l’attenzione del consumatore, forse perché abituato a vederlo in tavola quasi sempre, senza preoccuparsi della reperibilità o meno del prodotto. Infatti la raccolta di quest’ortaggio è sospesa solo per circa quattro mesi all’anno, corrispondenti alla stagione estiva.

 

In particolare, la qualità di finocchio prodotta nell’area geografica del bacino della Valle del Sarno, viene raccolta in due tempi, tra novembre e dicembre e tra maggio e giugno, dando vita rispettivamente alla variante “precoce” e a quella “tardiva”.

 

Il finocchio si distingue in “dolce” e “amaro” o selvatico, di quest’ultimo vengono sfruttate le proprietà aromatiche e fitoterapiche di germogli, fiori e frutti o comunemente conosciuti come “semi”. Il finocchio di Sarno appartiene alla variante “dolce” della specie del finocchio, in quanto beneficiamo del grumolo bianco e polposo, presente alla base. Il finocchio dell’agro Sarnese-Nocerino, presenta delle guaine fogliare molto polpute, pertanto ha un utilizzo in cucina molto vario, sia crudo che cotto. Il terreno dal quale proviene questo finocchio è molto fertile, ciò gli conferisce particolari caratteristiche organolettiche, arricchendone ulteriormente la moltitudine di benefici che apporta.

Il finocchio di Sarno è un ortaggio, che ritroviamo spesso sulle tavole natalizie per arricchire le insalate o consumato alla fine delle portate principali, prima del dolce, quasi per rinfrescarsi la bocca. L’idea non è del tutto sbagliata, infatti il finocchio è composto per circa il 90% da acqua, questo spiega in parte, il forte potere diuretico che ne consegue. La diuresi è fortemente stimolata anche dalla ricchezza in sali minerali, in particolare potassio. Tra le vitamine presenti ritroviamo, la  A, la C e alcune del gruppo B.

 

Il finocchio ha un ottimo potere digerente e carminativo, pertanto l’utilizzo alla fine del pasto non è controindicato, in quanto tende a ridurre il gonfiore a livello intestinale, causato dalla fermentazione, infatti risulta essere ottimo associato anche ai legumi. La sua azione disintossicante è svolta principalmente nei confronti del fegato. Inoltre la sensazione piacevole di consumarlo a fine pasto è data anche dal particolare aroma di anice, che sprigiona una volta addentato. Ciò non toglie che consumarlo come spezza fame, quando si è colti, da quella che comunemente viene chiamata “fame nervosa”, può essere una valida alternativa per saziare e fare del bene al proprio corpo, facendo il pieno di sostanze benefiche, contrastando l’ipertensione arteriosa e la ritenzione idrica e senza eccedere con le calorie giornaliere, tenendo presente che 100 g di parte edibile apportano circa 31 Kcal.

 

Particolare attenzione, degna di nota, è l’apporto considerevole di fitoestrogeni che si ottiene consumando il finocchio. Infatti è considerato da sempre, amico delle donne, proprio per la capacità di regolazione ormonale. Molti studi scientifici internazionali analizzano quest’aspetto. Uno studio americano recente del 2014, anno in corso, ha studiato gli effetti benefici del finocchio su 80 studentesse, che accusavano dismenorrea. Ebbene somministrando gli estratti del finocchio, i sintomi dolorosi che accusavano prima del trattamento risultavano notevolmente ridotti. Numerosi studi in svolgimento, stanno valutando la variazione in positivo, della funzionalità renale, in donne affette da Sindrome dell’ovaio policistico. Inoltre i fitoestrogeni contenuti nel finocchio, sono protagonisti di studi per la ricerca contro il cancro al seno, essendo quest’ultimo influenzato dagli ormoni.

 

Mangiare quotidianamente quest’ortaggio non può che giovare alla nostra salute. Negli studi sopra citati vengono, alcune volte, utilizzati degli estratti concentrati, per valutare gli effetti con sintomi e patologie già in corso, ciò deve spronare ancora di più, ad arricchire la nostra dieta quotidiana, con alimenti per la prevenzione, all’interno di uno stile di vita sano. Nella scelta il territorio campano offre un ortaggio di ottima qualità e a km zero.