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Chi ha paura delle streghe?

Benevento tra mito, leggende e reali persecuzioni.

scritto da Ivan Sorbo / 22 febbraio 2015

Strega al rogo. Incisione XIX secolo

L’immagine della strega da sempre ha suscitato grande interesse e curiosità, oltre a piccoli o grandi timori da parte di coloro che, credendo a  superstizioni e leggende, l’hanno accostata a storie di fatture, malefici e  cattiva sorte. Già facendo riferimento al mondo delle favole, mondo in cui vengono per così dire fissate nella magia di una narrazione quelle che sono le principali tradizioni popolari, l’immagine della strega è sempre delineata come qualcosa di oscuro, di sinistro, come portatrice di mali e di disavventure.

Nella storia della letteratura la figura della strega e quella della maga sono spesso intrecciate tra di loro, diventando al tempo stesso incantatrici e tessitrici di illusioni, partendo da Medea, al tempo stesso sacerdotessa e avvelenatrice, passando per Circe, fino ad arrivare alla figura di Alcina nell’Orlando Furioso di  Ariosto.

In realtà molto spesso la strega era un po’ una sorte di guaritrice, colei che viveva in maniera selvaggia seguendo un’indole per così dire “lunare” e che conosceva profondamente la natura, i suoi cicli, le sue proprietà.

 

Tra il 1400 ed il 1600 in Europa fu messa in atto una delle più feroci persecuzioni della storia contro le streghe, che erano ritenute una grave minaccia da eliminare ad ogni costo, con 12.000 condanne a morte di quelle ufficialmente documentate, anche se , dato che molti documenti sono andati perduti, è probabile che le vittime sia state molte di più.

Mentre nel centro Europa erano adottati tali drastici sistemi di persecuzione, in Italia invece le pene erano severe solo per casi isolati.

E proprio in Italia la figura della strega è legata al nostro sud, in particolare a  Benevento, città che, secondo molti, sarebbe stata la meta preferita di molte streghe provenienti da mezza Europa.

 

Le streghe di Benevento, anche dette Janare (termine probabilmente derivante dal latino ianua , ossia porta, in quanto la credenza diceva che le janare potessero entrare nelle abitazioni passando sotto le porte, tramutandosi in un leggero spiffero di vento), secondo le fonti, si riunivano al calar del sole sotto un albero di noce, lo “Jovis glans”, la ghianda di Giove, simbolo di fecondità e fertilità nella notte del sabato, dando vita a quei raduni diabolici, detti appunto Sabba, fonte di ispirazione oscura ed inquietante di molti pittori, scrittori, musicisti.

Si credeva che tali streghe fossero portatrici di mali, come affanni, aborti, infertilità, palpitazioni  e che di giorno fossero donne normali mentre di notte, dopo essersi cosparso il corpo con un unguento magico, si trasformassero e che a cavallo di scope iniziassero il loro viaggio notturno, portando ogni genere di maleficio.

E così, a Benevento, mito e leggenda, credenze e realtà, si intrecciano fino a confondersi, accrescendo la curiosità ed il mistero che ruota attorno all’immagine della strega, un universo carico di simbolismi, che è al contempo cosmico e particolare, e che ha dato a tale città la fama di città delle streghe.

Proprio per questo, ispirandosi a queste leggende, Benevento ha dato vita ad un premio letterario non a caso chiamato Strega e, dal 1860, ad un famosissimo liquore di Giuseppe Alberti che è composto con una ricetta segretissima che comprende, pare, tra l’altro, anche erbe selvatiche del posto e sulla cui etichetta è rappresentata la scena di un sabba, ispirandosi così, sia nel nome che nell’immagine, alle antiche arti di stregoneria beneventana.

 

Un vero e proprio elisir d’amore delle streghe. Si dice, infatti, che se una coppia beva assieme un bicchierino di questo liquore, il loro amore durerà per sempre.

Dunque, annotarsi sulla propria agenda di viaggio Benevento come meta può essere interessante, oltre che per riscoprire una città ricca di arte e di storia, anche per cercare di capire ciò che c’è di vero in tutti questi racconti diabolici, magari  cercando il famoso albero di noce malefico, per visitare il luogo dove le streghe davano spazio ai loro riti occulti e venire a conoscenza di dettagli mai scoperti.