1406

Pomigliano d’Arco

scritto da Enrico Arcone / 22 ottobre 2014

Indicazioni Geografiche

Pomigliano d'Arco è posizionata a 12 chilometri a est di Napoli e a nord dal Vesuvio.
Si estende su un territorio del tutto pianeggiante e fertile con una superfice di 11,44 chilometri quadrati.
Dall'ultimo censimento del 2012 conta 39.813. abitanti.
Frazioni: Castello, Ciccarelli, Cutinelli, Feudo, Fornaro, Guadagni, Masseria Guadagni, Papaccio, Pratola, Tavolone, Paciano.

Storia

L’origine del paese risale all’età romana.

Q. Fabio Labeone fu inviato sul territorio per risolvere una controversia di confini tra Napoli e Nola.

Il territorio conteso fu devoluto alla Repubblica, diventando così Campo Romano.

 

La prima parte del nome deriva dai Pomilii, coloni messi da romani sul territorio. L’altra metà del nome deriva invece dalla posizione della città rispetto agli archi dell’acquedotto Claudio.

 

Durante il feudalesimo anche Pomigliano d’Arco fu costituito in feudo. Nella struttura feudale, il “governatore” era considerato come un ufficiale del barone. Il governatore viveva a Pomigliano nel palazzo Baronale.

 

È possibile fare un elenco di signori che si sono successi a Pomigliano con annessi aneddoti a loro legati. Da ricordare è Carlo VIII, che trucidò in modo orrendo ben trecento pomiglianesi.

 

Fondamentale è la sosta nel Gennaio 1735 che Re Carlo di Borbone fece a Pomigliano d’Arco. Il Re si fermo a cena in città con tutto il suo seguito per proseguire poi verso Nola.

 

L’ascesa dei giacobini ai quali i pomiglianesi si opposero drasticamente, segno la perdita di molti cittadini. Nel 1836 la popolazione fu poi decimata dal colera.

 

Dopo il periodo napoleonico, la storia della città è strettamente legata alle figure di Felice Toscano e Vittorio Imbriani.

 

La cittadina di Pomigliano d’Arco è collegata a doppio filo alla musica popolare, tradizione nata e portata avanti negli anni dal gruppo ‘E ZEZI, gruppo operaio-popolare legato alle fabbriche.