Balli popolari: alla scoperta della tammurriata

Tra i vari balli popolari italiani troviamo anche la tammurriata campana. Questa danza prende il nome dalla tammorra, uno strumento musicale simile a un tamburello cinto da sonagli di latta. Al suono della tammorra si associa quello delle castagnette, ossia strumenti simili alle nacchere che generano il ritmo che scandisce la danza. Si possono trovare anche tammorre con nastri e campane appese oppure con pitture e ornamenti colorati.

Come tutti i balli popolari anche la tammurriata ha origini magiche

Il ballo fa parte della famiglia della tarantella meridionale e può essere fatto solamente in coppia (un uomo e una donna/ due donne/ due uomini).

Anche se non si conosce il nome del suo inventore, la danza è presente nella tradizione folkloristica della Campania centro-settentrionale, dal Volturno fino alla Costiera Amalfitana. Da ciò si evince che non è un ballo circoscrivibile solo alla cultura meramente napoletana, ma è presente anche in quella casertana, avellinese e del nord di Salerno (anche nella tradizione della Costiera Amalfitana). Pare che in antichità le prime popolazioni a utilizzare la tammorra e le castagnette furono i campani e i sanniti.

La danza è nata dal profondo legame tra l’essere umano e la terra, unione indissolubile, perché sinonimo di sopravvivenza. I movimenti caratteristici del ballo richiamano la gestualità contadina – come ad esempio il movimento di setacciare il grano ‑ e sembrano appartenere a quei riti magici legati ai cicli riproduttivi della Madre Terra. In generale, comunque, Ogni movimento usato ha una simbologia ben precisa e classificabile.

Tutti i membri della comunità potevano partecipare ai balli folkloristici, perché mossi da un destino comune. Il significato però non era limitato solamente al buon raccolto, ma anche al corteggiamento, al combattimento e al divertimento.

Il legame con il culto delle Sette Madonne

Grandissimo legame ha il ballo con il culto delle cosiddette Sette Madonne Campane. Secondo i culti rurali, queste sette Madonne erano sorelle e figlie di Sant’Anna e di San Gioacchino. Il nome delle Sette Madonne deriva dalle località alle quali esse sono legate:

  • Madonna dell’Arco (Sant’Anastasia ‑ NA),
  • Madonna Pacchiana (Castello di Somma Vesuviana ‑ NA),
  • Madonna delle Galline (Pagani ‑ SA),
  • Madonna dei Bagni (Scafati ‑ SA),
  • Madonna dell’Avvocata (Maiori ‑ SA),
  • Madonna di Materdomini (Nocera Superiore ‑ SA),
  • Madonna di Montevergine (Montevergine ‑ AV).

Tra esse, particolare è la leggenda legata alla Madonna delle Galline di Pagani. Si narra che un’effige di questa Madonna fosse stata sepolta in un campo per evitarne la distruzione durante le guerre religiose. Un giorno questa icona fu ritrovata da alcune galline che raspavano nel terreno e da allora è diventata oggetto di culto.

Balli popolari: come si balla la tammurriata

Come abbiamo già detto i componenti devono essere due e devono ballare all’interno di un cerchio tracciato idealmente con i movimenti corporei.

Il tamburo e le castagnette scandiscono un ritmo binario continuo che viene accompagnato da canto e, spesso, dalla fisarmonica.

Gli spettatori e i suonatori sono all’esterno del cerchio. In genere il senso in cui si muovono i danzatori è antiorario e all’udire della “votata” la coppia deve girare su se stessa. Esiste anche una versione frontale in cui i ballerini uniscono i piedi tra un movimento e l’altro.

Oggi in tutta Italia si organizzano corsi di tammurriata, vista la sua semplicità e il divertimento che ne deriva. Questa danza può essere adatta a coloro che vogliono scaricare lo stress, che desiderano perdere peso o alle coppie che desiderano ritrovare affiatamento.