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Vairano Patenora

scritto da Pierluigi Pulcini / 13 ottobre 2014

Indicazioni Geografiche

Vairano Patenora è posta a 168 metri sul livello del mare.
I comuni confinanti sono: Ailano, Caianello, Marzano Appio, Pietravairano, Pratella, Presenzano, Raviscanina, Riardo, Teano

Le frazioni di Vairano Patenora sono:

Marzanello, piccolo borgo sorto nel medioevo (Marzanello Vecchio) su una delle propaggini occidentali del Monte Caievola, è stato comune indipendente fino al 1811, da quella data la frazione si è spostata progressivamente ai piedi della collina costituendo il moderno aggregato urbano. In tale frazione, dal punto di vista economico, è particolarmente sviluppato il settore agricolo.

Vairano Scalo, che già dal nome ci fa comprendere la presenza di uno scalo ferroviario. Il suo aggregato urbano è andato sviluppandosi nel secondo dopoguerra, sia per la posizione strategica in cui si trova (oltre alla stazione ferroviaria  vi si incontrano la S.S. Casilina e la S.S. Venfrana) sia per la progressiva istituzione di scuole superiori che ogni giorno fanno pervenire a Vairano Scalo migliaia di giovani da tutto l’alto casertano. La frazione è un importante centro votato al commercio e al settore terziario.

Storia

Il nome Vairano, arcaicamente Bairanum, deriva certamente da Vairo, antico proprietario romano di queste terre.

Il primo insediamento però sarebbe da attribuire ad alcuni villaggi fortificati di origine osca o sidicina che arroccati sui monti Caievola e Montauro controllavano la via Latina e la fertile pianura sottostante.

 

In età romana venne eretto un nuovo insediamento in pianura che diede luogo ad un aggregato urbano, Patenaria, ma di questo luogo non rimane che il toponimo e qualche ritrovamento archeologico.

 

Nel medioevo le guerre, le invasioni barbariche e le scorrerie saracene fecero abbandonare l’insediamento in pianura, obbligando gli abitanti a fondare il primitivo centro fortificato sulla collina detta del Pesco.

Per tutto il medioevo, Vairano ebbe alterne vicende: annesso al ducato di Benevento nel 745, fu dominio dei conti di Teano fino al 1138 quando Regio demanio del Regno di Sicilia.

Nel tardo medioevo, però, il risveglio della vita economica fece si che ai piedi del colle (casale Terra), sorgessero alcuni casali ancor oggi individuabili, Santa Maria a Fratta, San Giovanni e la piazza dei Greci.

 

Gran lustro a Vairano è dato dalla vittoriosa resistenza che oppose all’attacco di Roffredo dell’Isola nel 1193, ma fu distrutta nel 1428 dai soldati mercenari del cardinale Vitelleschi durante la guerra di successione al trono di Napoli.

Successive distruzioni interessarono il sito tanto che, alla fine del XV secolo, Innico II d’Avalos, per resistere ad un eventuale attacco di Carlo VIII fece ricostruire la fortezza sul luogo della precedente roccaforte normanna e racchiude il borgo entro una poderosa cerchia di mura con ben 14 torri merlate e tre porte d’ingresso: Porta Olivo, Porta di Mezzo e Porta Castello.

 

Durante tutto il viceregno spagnolo era sicuramente un centro agricolo di provincia tanto tranquillo che come riporta un bando del 1574, era vietato azzuffarsi per le strade, parlare ad alta voce e persino girare di notte senza un lume o una torcia accesa. Tale comandamento fatto rispettare a suon di vergate fece guadagnare a Vairano l’appellativo di “paese dei veti”.

 

Il territorio vairanese è stato teatro di uno degli avvenimenti più importanti del periodo risorgimentale italiano, ovvero l’incontro tra il re Vittorio Emanuele II di Savoia e Giuseppe Garibaldi, avvenuto il 26 ottobre 1860 presso Taverna della Catena.

 

Foto di Guglielmo D’Arezzo – http://www.vairanopatenora.net

Teofilo da Vairano, maestro di Giordano Bruno

Pochi sanno che il filosofo Giordano Bruno (Nola , 1548 – Roma, 17 febbraio 1600) ebbe come maestro un uomo dell’Alto Casertano, e precisamente di Vairano Patenora, tale fra’ Teofilo da Vairano,  agostiniano. Durante la

19 novembre 2014 | scritto da Pierluigi Pulcini